La notizia:

Rincara il petrolio. Consumatori: ricadute per le famiglie

Acquisti e Consumi - Prezzi e Carovita

Il petrolio sulla soglia dei 100 dollari al barile avrà ricadute importanti per le famiglie italiane, pari a un totale di 390 euro l’anno. Lo riferiscono Adusbef e Federconsumatori, secondo cui “non si deve attendere che il petrolio arrivi a 200 dollari al barile per definire la situazione come vera e propria emergenza”. Gli uffici studi delle due associazioni calcolano che le ricadute sul fronte dei carburanti saranno dell’ordine dei 120 euro, per il riscaldamento pari a 140 euro, per il gas e la luce 40 euro e per i costi di trasporto 90 euro. Una tale sofferenza del prezzo del petrolio, secondo Adusbef e Federconsumatori, determinerà anche costi indiretti sui processi industriali, ci saranno ricadute nella determinazione dei prezzi dei beni di largo consumo per l’aumento del costo della materia prima utilizzata, per le varie trasformazioni chimiche e per i costi energetici contenuti nelle diverse produzioni industriali.
“Si tratta perciò - affermano le due associazioni - di accelerare, con determinazione, la costruzione di impianti di rigassificazione per aumentare l’importazione di gas metano, e di fare ingenti investimenti in energie alternative e razionalizzare in tempi certi l’intero settore della distribuzione dei carburanti. Ma è giunto anche il momento di ridurre il carico fiscale, con beneficio sui prezzi finali, dei carburanti e del consumo di gas per uso domestico”.

Secondo il Codacons la corsa dei prezzi dei carburanti, se non verrà arrestata in tempo, avrà ricadute pesantissime sui prezzi dei prodotti trasportati, specie dei generi alimentari, nell’ordine di 50 euro annui a famiglia.
“Si pensi a frutta e verdura, carne, latticini, surgelati, e tutti quei prodotti che ogni giorno viaggiano sui camion per raggiungere le diverse città d’Italia - afferma il presidente Carlo Rienzi -. Non solo, a rischio sono anche i listini praticati in bar e ristoranti. Con i prezzi dei carburanti a questi livelli, solo nel settore dell’alimentazione e della ristorazione si rischia un rincaro generalizzato del 2-3 per cento, che a fine anno peserà per 50 euro sulle tasche di ogni famiglia, e per 1,1 miliardi di euro sulla collettività”.
Per il Codacons il governo dovrebbe “intervenire sul piano fiscale in favore degli automobilisti e dei cittadini che subiranno pesanti conseguenze economiche dalla corsa inarrestabile dei prezzi dei carburanti”.

Secondo l’Adoc sarebbe necessario “intervenire rapidamente bloccando l’Iva come promesso a giugno e devolvendo alla ricerca la parte di accise che si sarebbe dovuta tagliare”.
“Si acceleri l’iter per il blocco della velocità delle auto sotto i 180 km/h – conclude il presidente Carlo Pileri – e si incrementi la ricerca per il risparmio della benzina e per i carburanti alternativi, finanziabile mediante le entrate delle accise per la quota che si sarebbe dovuta ridurre”.

Fonte: Ansa

7 Novembre 2007 - 18:36