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Emergenza rifiuti, Consumatori: con termovalorizzatori si coprirebbe il consumo annuo di energia di 170mila famiglie

Ambiente ed Energia - Rifiuti

Giudizio positivo di Adusbef e Federconsumatori per il fatto che la vicenda rifiuti in Campania abbia sollevato la “questione più generale del trattamento dei rifiuti nell’intero Paese, soprattutto in concomitanza, poi, con una situazione energetica, anche questa, assai preoccupante”.
“Quello che vogliamo che si faccia – dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti rispettivamente di Adusbef e Federconsumatori -, è un serio piano di innalzamento della percentuale della raccolta differenziata, base fondamentale per rispettare l’ambiente, i cittadini e ottenere forti risparmi soprattutto sul piano energetico”.
Secondo le due associazioni la chiave di volta starebbe nel riciclaggio dei rifiuti attraverso termovalorizzatori che producono sia energia elettrica e acqua calda per il teleriscaldamento, oltre a favorire il riutilizzo di rottami di vetro e di metalli pesanti. Senza considerare la possibile produzione di “compostaggio”, utilissimo come fertilizzante in agricoltura.
“Solo per l’elettricità un termovalorizzatore, di ultima generazione, ad alta innovazione tecnologica, che lavorasse circa 700mila di tonnellate anno di rifiuti – calcolano le due associazioni - produrrebbe energia elettrica pari a circa 500 milioni di kwh all’anno, coprendo così il consumo di circa 170mila famiglie. Quindi se si mettesse tutta la quantità lavorabile in termovalorizzatori, pari a 11 milioni di tonnellate di rifiuti, che sono un terzo dei rifiuti urbani totali, attualmente stimati a 33 milioni di tonnellate, si potrebbe produrre energia elettrica per coprire il fabbisogno di 2 milioni e 700 mila famiglie, con un risparmio stimato ai costi attuali di 1 miliardo e 80 milioni di euro”.

Fonti: Adusbef, Federconsumatori

11 Gennaio 2008 - 17:30