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Istat: solo un quarto dei rifiuti va a raccolta differenziata

Ambiente ed Energia - Rifiuti

In Italia, nel 2006, sono stati smaltiti in discarica 325 chili di rifiuti prodotti pro capite; circa 67 kg sono stati inceneriti, mentre solo un quarto del totale sono avviati a raccolta diffenziata. Sono i dati emergono dalle “100 Statistiche per il Paese” rese note dall’Istat. Il ricorso alla discarica, certamente la modalità meno virtuosa per smaltire i rifiuti, si è ridotto in Italia negli ultimi 5 anni (-13,6 per cento rispetto ai 338,3 kg pro capite del 2002), ma si colloca ancora nel 2006 significativamente al di sopra della media europea. Si rileva in particolare un divario piuttosto accentuato tra i valori dell’indicatore al Nord (Nord-ovest 195 e Nord-est 226 kg pro capite) e nel Mezzogiorno (poco meno di 400 kg pro capite). L’obiettivo, nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale, è di raggiungere i 230 kg pro capite al Sud. Le regioni che ricorrono maggiormente allo smaltimento in discarica sono il Lazio (554,9 kg pro capite), la Liguria (541,8) e la Sicilia (508,2). Da segnalare l’andamento della Basilicata, che con 232 kg pro capite si avvicina all’obiettivo del 2013. Per quanto riguarda la quota di rifiuti inceneriti, nel 2006 l’Italia, con 67 kg pro capite, si posiziona ancora molto al di sotto della media Ue (98 kg pro capite). Dal 1999 al 2006 la situazione è migliorata o rimasta pressochè invariata in quasi tutte le regioni ad eccezione dell’Umbria (con decrementi di circa 10 kg pro capite) e del Trentino-Alto Adige (con andamento discontinuo di tale pratica di smaltimento).
La regione che fa più ricorso all’incenerimento è la Lombardia, con 203 kg pro capite (rispetto agli 83,6 del 1999), mentre le regioni che non applicano in loco tale pratica di smaltimento sono la Valle d’Aosta, la Liguria, l’Abruzzo, il Molise e la Campania. La Calabria ha cominciato ad avviare parte dei rifiuti urbani a questo tipo di smaltimento solo dal 2005 e nel 2006 raggiunge i 60 kg pro capite. Ancora più indietro è lo smaltimento attraverso la raccolta differenziata, attualmente al 25,8 per cento, ben lontani dal 40 per cento posto dal Quadro strategico nazionale (QSN) come obiettivo del 2013 per le regioni del Sud.
Le regioni italiane presentano una situazione molto differenziata. Nell’Italia settentrionale la pratica della raccolta differenziata è già molto diffusa e in alcune regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto e nelle province autonome di Trento e Bolzano) è già stato superato il traguardo fissato per il 2013. Le regioni del Centro sono invece ancora piuttosto distanti dall’obiettivo, fatta eccezione per la Toscana, che vi si sta lentamente avvicinando (31 per cento nel 2006). Lontane le regioni del Mezzogiorno, ferme nel complesso al 10,2 per cento del totale. Progressi significativi si registrano per la Sardegna (19,8 per cento) e l’Abruzzo (16,9 per cento), mentre appare disperata la situazione di Molise (5 per cento) e Sicilia (6,6 per cento).
La situazione nazionale complessiva, però, è notevolmente migliorata tra il 2000 e il 2006. Le regioni del Nord hanno fatto progressi sostanziali, in alcuni casi raddoppiando la quota del 2000, come in Piemonte, in Valle d’Aosta e nella provincia autonoma di Trento. Anche le regioni del Centro e del Mezzogiorno hanno comunque concretizzato un miglioramento notevole, in particolare l’Umbria, l’Abruzzo e la Sardegna.


Fonte: Ansa

12 Maggio 2008 - 17:06