La notizia:

Il petrolio scende…la benzina no

Acquisti e Consumi - Prodotti

In questi giorni il costo del petrolio è arrivato a quota 120 dollari al barile, in calo di quasi il 20% rispetto a tre mesi fa. Un’ottima notizia, se non fosse che nello stesso periodo il costo della benzina e del gasolio alla pompa ha fatto registrare in alcuni casi diminuzioni di appena il 3-4%, in altri addirittura aumenti del 2-3%. Una speculazione sul prezzo del petrolio che viaggia a doppia velocità per le compagnie petrolifere. Velocissime ad adeguare il costo alla pompa ad ogni aumento, prese da lentezze quando invece si tratta di diminuirne il prezzo.


“Si fermi subito questa intollerabile doppia velocità del prezzo della benzina alla pompa – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – rapidissimo a percepire l’aumento del prezzo del greggio, lento nel caso opposto. In 3 mesi il costo di un barile di greggio è diminuito del 19%, mentre un litro di benzina costa il 2%,uno di gasolio il 3,4%. Con un ribasso così forte, ci sarebbe dovuto essere un calo di almeno 10-12 centesimi del prezzo alla pompa. Invece dobbiamo registrare l’ennesimo, ingiusto aumento. Frutto di un’odiosa speculazione a danno delle tasche dei consumatori”


Secondo l’Adoc, rispetto all’estate 2007, il costo della benzina è aumentato di circa il 13%. Lo Stato non dà una mano, perché con le proprie tasse incide sul prezzo finale alla pompa per più del 50% tra accise e IVA. Oltre a bloccare la speculazione delle compagnie petrolifere, quindi, si dovrebbe intervenire con un deciso taglio sulle accise (almeno del 15%), anche considerando il fatto che molte di queste sono state introdotte per eventi straordinari ormai cessati e alcune risalgono a oltre 70 anni fa! "Molte delle accise risalgono alla guerra di Abissinia del 1935, al terremoto del Belice del 1968 o a quello dell’Irpinia dell’80 - ha continuato Pileri. Nonostante il cessare della situazione straordinaria, le tasse non sono state abolite. Con il risultato che oggi siamo costretti a pagare un balzello di 0,30 euro, Iva compresa, per situazioni che hanno avuto la loro fine anche 70 anni fa".


A dare manforte all’Adoc giunge la presa di posizione del Codacons, pronta a organizzare una mega class action per il prossimo gennaio aperta a tutti gli automobilisti italiani. Per il Codacons, la mancata diminuzione del prezzo di benzina e gasolio è "una palese ingiustizia a danno dei consumatori italiani", i quali , specie in questo periodo di esodo, dovrebbero pagare molto meno "considerando i forti cali delle quotazioni del petrolio".
L’associazione dunque sta studiando una class action contro le compagnie petrolifere, "finalizzata a far ottenere agli utenti la restituzione delle somme pagate in più a causa di questa doppia velocità esistente nel settore dei carburanti".

Fonte: Adoc, Codacons

6 Agosto 2008 - 16:28