La notizia:

Risparmio: apertura dell’ANIA sul caso Lehman Brothers

Risparmio e Assicurazioni - Altre Assicurazioni

I cittadini credevano di mettere al sicuro i propri risparmi con investimenti garantiti, ma loro malgrado si sono trovati coinvolti nel fallimento di una delle più grandi banche d’affari statunitense. "Molti consumatori non erano consapevoli di sottoscrivere polizze index linked garantite da bond della banca d’affari Lehman Brother, con cui non intrattenevano alcun rapporto diretto - commenta Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori - In altre parole molti hanno scelto tali polizze perché è stato detto loro che i rendimenti annuali erano superiori a quello dei Bot e che erano arcisicure e senza alcun rischio, mentre di fatto si trattava evidentemente di prodotti finanziari con tutti i rischi connessi". E’ la pesante accusa dell’Unione Nazionale Consumatori, dopo l’incontro odierno tra le associazioni dei consumatori e i vertici dell’ANIA - Associazione Nazionale Imprese d’Assicurazione.


"Da quindici mesi - afferma sui principali organi di informazione circolavano notizie sul concreto rischio che le principali banche statunitensi potessero essere travolte dalla crisi dei mutui subprime. Però solo a partire dal 15 settembre 2008 (data in cui la Banca ha ufficialmente chiesto al tribunale fallimentare di New York l’amministrazione controllata) i titoli Lehman Brothers sono usciti dall’elenco Pattichiari "Obbligazioni Basso Rischio Basso Rendimento", iniziativa dell’ABI volta ad orientare le scelte del risparmiatore intenzionato ad investire in titoli semplici e poco rischiosi". L’elemento positivo è rappresentato dall’apertura di ANIA a collaborare con le associazioni dei consumatori. "E’ importante – conclude Dona - che ora l’Ania abbia dichiarato la propria disponibilità a costituire un tavolo tecnico con le associazioni dei consumatori per affrontare con efficacia e tempestività la situazione che si è creata in Italia dopo il tracollo di Lehman. Ci auguriamo che altre banche e compagnie seguano Unipol, Mediolanum, BCC Vita e Fondiaria-Sai nella scelta di rimborsare i sottoscrittori".

Fonte: Unione Nazionale Consumatori

6 Novembre 2008 - 18:06