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Slitta ancora la class action. I consumatori gridano "vergogna"

Giustizia

Ancora sospesa l'operatività della class action. Nel decreto legge ribattezzato "milleproroghe", infatti, è stata inserita una nuova proroga per l'avvio della class action, che potrà essere avviata nel luglio 2009. Il ricorso collettivo risarcitorio introdotto con la finanziaria 2008, sarebbe dovuto entrare in vigore a giugno di quest'anno, poi con il decreto estivo sulla manovra il nuovo strumento era stato sospeso fino al 31 dicembre 2008. Con il decreto di oggi è arrivato un ulteriore slittamento di sei mesi, ma non solo. La nuova class action varata dal governo riduce sensibilmente i margini di operatività. La possibilità per i consumatori di ricorrere ad un'azione collettiva di risarcimento scatterà soltanto per gli illeciti avvenuti a partire dal primo luglio 2008: restano fuori, dunque, i crac Cirio, Giacomelli e Parmalat. Viene eliminata, inoltre, l'esclusiva alle associazioni dei consumatori nel promuovere l'azione e si concede maggiore potere di filtro ai giudici sull'ammissibilità. Un forte depotenziamento della norma, con la forte limitazione alla retroattività si vieta quindi di far ricorso sulle più note vicende che hanno colpito i risparmiatori, da Cirio a Giacomelli, da Parmalat ai bond argentini.


Ovviamente furiosa la reazione dei consumatori. "Vergogna! Siamo indignati - dicono i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti - E' evidente che gli obiettivi sono altri. Il Governo e la Confindustria vogliono rendere impossibile l'azione di risarcimento per i danni subiti dai cittadini nelle truffe Cirio, Parmalat e vogliono rimandare il più possibile l'attuazione della legge stessa". "Ad essere danneggiati dall'atteggiamento del Governo - continuano le associazioni - sono i cittadini, direttamente danneggiati dalle truffe e tutti le imprese che, nel mercato, operano nel pieno rispetto delle regole". Per le associazioni dei consumatori, la class action, oltre a rappresentare un risarcimento ai cittadini truffati, rappresenta un forte deterrente contro truffe e raggiri da parte delle imprese e un forte incentivo per un funzionamento del mercato trasparente ed efficace. "Per questi motivi - concludono Adusbef e Federconsumatori - le imprese sane, che operano correttamente nei confronti dei cittadini e che sono, in Italia, la stragrande maggioranza, dovrebbero essere favorevoli e non resistere all'attuazione immediata della legge".


Duro anche il commento dell'Adoc, il sindacato dei consumatori, secondo cui con questa mossa il governo ha "scippato" agli italiani l'azione collettiva. "Il nuovo rinvio dell'entrata in vigore della class action - afferma Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - è il segno di un Paese in profonda crisi che intende restare in serie B. Gli italiani sono stati scippati di un fondamentale strumento di tutela dei loro diritti e dei loro interessi, mentre le aziende disoneste riescono ancora a farla franca". "L'azione collettiva è necessaria per difendere i consumatori e le imprese che operano in modo serio, onesto e trasparente - continua Pileri - rimandarne l'avvio colpisce quindi non solo i consumatori ma lo stesso mercato e la concorrenza tra le imprese. Dal Governo ci era stato assicurato che il rinvio dell'entrata in vigore al 1° gennaio era da attribuire alla volontà del Governo di estendere la norma anche alla Pubblica Amministrazione. Ora sembra invece che si voglia stravolgere tale normativa, esautorando le Associazioni dei consumatori dall'essere promotrici privilegiate dell'azione collettiva; eliminando la retroattività, così da evitare che gli ultimi grandi scandali nei confronti dei risparmiatori e consumatori, come Cirio e Parmalat, possano essere oggetto di giudizio; eliminando la promessa estensione dell'azione di classe alla PA e alle concessionarie di servizi pubblici."

Stessa lunghezza d'onda anche per il Movimento Difesa del Cittadino, che afferma: "Il nuovo rinvio della class action la dice lunga sull'atteggiamento di subordinazione del Governo di fronte alle richieste di Confindustria". "Adesso è chiaro - commenta MDC - che le affermazioni solennemente e ripetutamente declamate dal ministro Scajola in occasione del primo rinvio, motivato dalla necessità di migliorare e rafforzare la class action, non erano altro che promesse che il ministro non ha potuto mantenere. Altrettanto per la proposta del ministro Brunetta di estendere lo strumento anche alla Pubblica Amministrazione". L'associazione denuncia dunque come in realtà si stia vanificando e svuotando la class action "ubbidendo al diktat di Confindustria, che teme uno strumento che invece dovrebbe far paura solo a chi fa truffe o a chi non è capace di reggere la sana concorrenza".

Fonte: Adoc, Federconsumatori

18 Dicembre 2008 - 15:03