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Varata la Class action nella Pubblica amministrazione. Critici i consumatori

Giustizia - Normative (Giustizia)

Arriva la class action nei confronti della pubblica amministrazione. Sono otto gli articoli del provvedimento che consentira’, dal primo gennaio 2010, di far partire le nuove norme che non prevedono pero’ che il ricorso dia diritto a ottenere ”il risarcimento del danno”, e che le pubbliche amministrazioni inefficienti vengano sanzionate. Questa class action spuntata, pero’, non piace alle associazioni dei consumatori.

”Un provvedimento alla Brunetta”. Cosi’ Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento consumatori alla notizia del via libera della Class action della pubblica amministrazione. ”Il termine class action in questo caso e’ veramente improprio - sostiene Miozzi - visto che si tratta di una norma inutile, svuotata di ogni forza, uno di quei provvedimenti che contribuiscono ad aiutare le imprese a danno dei consumatori”.

”E’ una Brunettata, una burla, una foglia di fico”. Questo il commento del presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, al decreto legislativo. ”Quando un istituto giuridico non prevede un risarcimento non si capisce che funzione di deterrenza possa avere e soprattutto a chi possa servire. Certamente non ai cittadini che non credono ad un ministro che si erge a paladino dei diritti” conclude Lannutti.

”Gia’ in passato avevamo espresso forti perplessita’ circa l’efficacia della riforma della Pubblica amministrazione in termini di qualita’ dei servizi offerti ai cittadini. Oggi, con il via libera al Decreto legislativo che da attuazione alle misure sull’azione collettiva previste dalla riforma della Pubblica amministrazione, si beffa ancora una volta le aspettative dei cittadini. Infatti, dopo aver ridimensionato la Class action nel settore privato, ora si intende approvare una Class Action per la Pubblica Amministrazione a costo zero”. E’ quanto afferma in una nota Federconsumatori. ”Tale provvedimento, infatti, prevede la possibilita’, a partire dal 2010, di fare ricorso contro i disservizi degli enti pubblici e pretendere il ripristino o la corretta erogazione del servizio, ma senza ottenere alcun tipo di risarcimento per i cittadini. In questo modo si priva di efficacia la Class Action che, nell’ambito della Pubblica Amministrazione, dovrebbe rappresentare uno strumento importante e prezioso di deterrenza nei confronti di tutti i disservizi dello Stato e degli Enti locali, che spesso provocano danni e ritardi per i cittadini”, conclude Federconsumatori.

”Una finta class action quella approvata oggi in Consiglio dei ministri che coinvolgera’ le amministrazioni, gli enti pubblici e i concessionari di servizi pubblici a partire dal 2010”. Cosi’ in una nota il Movimento difesa del cittadino. ”Si tratta di un clamoroso bluff del ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, - dice Antonio Longo, il presidente dell’Mdc - che si appropria indebitamente del termine Class action per un provvedimento che altro non e’ che un reclamo alla Pubblica amministrazione per un disservizio ricevuto senza alcun risarcimento danni”.

”Il termine class action, devo dire, in questo caso e’ usato molto impropriamente. Tutti sanno che con quel termine ci si riferisce ad un’azione collettiva risarcitoria, cioe’ la possibilita’ di tanti consumatori o cittadini di ottenere da un unico soggetto un risarcimento del danno subito a causa di un comportamento illegale, di un atto illecito. Qui non si parla di questo, ma di una possibilita’ di agire nei confronti delle Pa, comprese anche i concessionari dei servizi pubblici, come i gestori di una strada, il servizio di nettezza urbana, per ottenere non un risarcimento, ma un ordine del giudice che condanni l’ente in questione di fare quello che deve fare. Un risultato piuttosto modesto, tutto sommato”. Questo il commento di Paolo Martinello, il presidente di Altroconsumo, alla decisione del Cdm.

”La Class action nel settore della Pubblica Amministrazione, cosi’ come prevista dalla riforma Brunetta, e’ una colossale presa in giro per tutti i cittadini italiani”. Lo sostiene il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. ”Forse il Ministro Brunetta ha tempo da dedicare alle burle e alle prese in giro a danno dei cittadini - prosegue Rienzi - altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile giungere a un provvedimento che ha tutta l’aria di essere uno scherzo, vista la poca credibilita’ di questa class action”.

L’unica associazione fuori dal coro e’ Adiconsum: ”La class action nei confronti della Pubblica amministrazione puo’ essere uno strumento importante per far si’ che i disservizi denunciati dai cittadini trovino risposte concrete. Occorrera’ certamente verificarne l’applicazione concreta. Adiconsum si riserva di esprimere un giudizio piu’ completo, solo quando disporra’ del testo integrale della normativa. Non vorremo che succedesse quanto gia’ accaduto per la Class action nel settore privato, dove alle grandi enunciazioni ha fatto seguito una normativa totalmente inefficace”.

19 Ottobre 2009 - 12:54