Cittadinanzattiva contro la riforma dell’ordinamento forense
”La riforma dell’ordinamento forense in via di approvazione al Senato chiude alla libera concorrenza e aumenta i disagi per i cittadini” cosi’ Mimma Modica Alberti, responsabile giustizia di Cittadinanzattiva punta il dito contro il provvedimento, accusato di contenere 3 gravi restrizioni alla concorrenza. ”La reintroduzione delle tariffe minime - ha spiegato la Modica Alberti - impedisce l’adozione di scelte autonome da parte dei legali, e riduce i vantaggi che ai consumatori verrebbero da una reale concorrenza”.
”L’estensione del regime delle incompatibilita’ rischia di aumentare in modo eccessivo il costo delle prestazioni per i cittadini. Infine, nuovi ostacoli introdotti per lo svolgimento della pratica forense impediranno l’accesso alla professione a tanti giovani avvocati, spesso costretti a lavorare senza adeguato compenso economico. Quest’ultima misura non soltanto limita le possibilita’ di scelta per i cittadini, ma rappresenta anche un mancato investimento sulle nuove generazioni” prosegue la Modica Alberti.
Per questo Cittadinanzattiva chiede ”ai parlamentari di tutti gli schieramenti di compiere un deciso passo in avanti, dopo il ritiro della ipotesi di esclusivita” sulle conciliazioni, verso l’apertura della professione alla libera concorrenza, raccogliendo cosi’ anche le sollecitazioni dell’Antitrust”. ”Quello che chiediamo all’avvocatura - ha concluso la Modica Alberti - e’ di dare risposte chiare alle centinaia di cittadini che ci hanno manifestato un profondo senso di delusione, sfiducia e abbandono da parte dei propri legali, e che abbiamo appunto messo al centro del nostro recentissimo Rapporto Pit Giustizia”.
Fonte: Cittadinanzattiva
18 Novembre 2009 - 15:01