Cittadinanzattiva contro la messa all'asta dei beni confiscati alle mafie
Il 13 novembre il Senato ha approvato, nell'ambito della Legge Finanziaria, una norma che prevede la vendita all'asta dei beni confiscati alla mafia. Netta l'opposizione espressa da Cittadinanzattiva che ha inviato ai parlamentari una lettera in cui ''manifesta grande preoccupazione per l'avvenuta approvazione del provvedimento che, se confermato anche dalla Camera, indebolira' sensibilmente l'azione di contrasto alle mafie, sia sul versante repressivo che preventivo''. ''Viceversa - scrive Cittadinanzattiva - costituira' un serio ostacolo allo svolgimento di iniziative di interesse generale per la legalita' e la giustizia da parte delle organizzazioni civiche, perche' fara' venire meno la possibilita' di uso sociale dei beni recuperati''. L'associazione dei consumatori e' invece per la legge che ''nel 1996, dopo la raccolta di un milione di firme da parte dell'associazione Libera, fu approvata, e che prevede l'uso per finalita' di carattere sociale dei beni confiscati alle mafie''. ''I beni confiscati non vanno venduti - scrive Cittadinanzattiva - e' concreta e reale la possibilita' che, mediante prestanome, gli stessi mafiosi ne rientrino in possesso. Piuttosto, i beni confiscati andrebbero gestiti meglio creando un'apposita agenzia nazionale che si occupi in modo specifico delle fasi di sequestro, confisca, assegnazione e destinazione''. Dunque Cittadinanzattiva chiede di ritirare il provvedimento approvato dal Senato, e che il Parlamento si faccia carico di verificare lo stato di attuazione degli articoli. 220 e 221 della Legge 296 del 2006, che disciplinano la confisca e l'uso sociale dei beni sequestrati''.
Fonte: Cittadinanzattiva
19 Novembre 2009 - 16:17