Terremoti, Cittadinanzattiva: ”Gli italiani sono poco informati”
Il 40% degli italiani adulti crede che i terremoti colpiscano a caso e l’11% addirittura pensa che osservare le reazioni degli animali sia un modo efficace per prevedere il terremoto. Dunque, gli italiani sono poco informati e fatalisti. E’ il quadro che emerge dalla prima indagine su conoscenza e percezione del rischio terremoti, condotta da Cittadinanzattiva e dal Dipartimento della Protezione civile che sara’ presentata in occasione della VII Giornata nazionale della sicurezza in 25mila scuole domani.
L’indagine e’ stata realizzata nell’ambito della campagna Impararesicuri, ed e’ stata condotta fra dicembre 2008 e marzo 2009 - prima del terremoto dell’Aquila dello scorso aprile - e ha coinvolto 4.944 studenti di scuole superiori di primo e secondo grado e 1.851 loro genitori. Dall’indagine emerge anche un’altra realta’: i genitori nutrono dubbi sulla sicurezza della scuola frequentata dai propri figli e addirittura sulla quella della propria abitazione (per il 46% degli adulti intervistati). Il 63% dei genitori non sa se la scuola frequentata dai figlia sia stata costruita secondo le norme antisismiche. La presunta insicurezza della scuola e’ motivata dal fatto che si tratta di un edificio di vecchia costruzione (86%), dalla presenza di crepe (52%), ed infiltrazioni e segni di umidita’ (41%).
Un genitore su dieci non sa quando e’ stata costruita la propria abitazione e uno su quattro non conosce le caratteristiche di tetto e solaio. Il 46% dice di non sapere se la propria casa e’ sicura per questi motivi: e’ vecchia (83%), presenta infiltrazioni e segni di umidita’ (33%) o crepe (26%), e’ in muratura (24%).
”Tra i dati positivi emerge che genitori e studenti dimostrano di conoscere quali siano i comportamenti corretti da tenere in caso di terremoto sia che si trovino in casa che a scuola - spiega Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva - Questo dato indica quanto fruttuose siano le attivita’ di prevenzione e quanto importante sia proseguirle incessantemente soprattutto estendendole a quanti piu’ cittadini possibile. I dati che maggiormente preoccupano, invece, sono quelli relativi alla mancata o inadeguata conoscenza, dei ragazzi e degli adulti, del piano comunale di emergenza e delle aree in cui rifugiarsi in caso di calamita’. Per questo riteniamo - continua la Bizzarri - che ci siano due priorita’ non rinviabili: obbligare tutti i Comuni a dotarsi del Piano di emergenza per poi farlo conoscere alla popolazione, e mettere in sicurezza le scuole, a cominciare da quelle situate in zone a elevato rischio sismico”.
Fonte: Cittadinanzattiva
24 Novembre 2009 - 16:56