Mercati rionali, Mdc: ”Gran parte dei banchi sono fuori legge”
Agricoltura e Alimentazione - Alimentazione
”Gran parte dei banchi di ortofrutta e pesce nei mercati rionali e’ fuori legge in materia di etichettatura”. Secondo il rapporto del Movimento difesa del cittadino, presentato oggi, circa il 70% dei venditori esaminati non espone al consumatore tutte le indicazioni obbligatorie in etichetta. L’associazione ha monitorato, nel mese di novembre, oltre 400 banchi per circa 9mila cartellini nei mercati rionali d’Italia. Per quanto riguarda i contenuti delle etichette e’ la categoria del prodotto l’informazione meno diffusa per frutta e verdura, presente solo nel 43% dei banchi. Segue l’origine: in generale riscontrata in un banco su due. I venditori monitorati in Calabria indicavano la provenienza solo nel 16% dei casi mentre in Campania solo nel 22%. Infine, la varieta’ era esposta dai venditori in oltre 6 banchi su dieci. Permangono pero’ regioni indisciplinate, come la Calabria (20%)e la Campania (30%).
L’indicazione meno presente per i prodotti ittici e’ invece il metodo di produzione, ovvero se il pesce e’ stato allevato o catturato in mare. E’ consentito omettere il metodo di produzione solo in quei casi in cui non vi siano dubbi sulla provenienza del pesce dalla pesca in mare (pesce azzurro). Questa informazione e’ infatti esposta in etichetta solo nel 46% dei banchi esaminati. ”Il fatto che il metodo di produzione sia raramente indicato in etichetta - ha aggiunto Biasotto - fa pensare che i venditori possano giocare molto sul prezzo di un prodotto spacciando un pesce di allevamento per un pescato. Un’orata o una spigola allevate costano poco piu’ di 10 euro al chilo contro le 30 euro della stessa specie pescata in mare”. L’origine e’ presente, invece, nel 61% dei casi con punte fino al 100%, nel caso della Lombardia (Milano), e oltre l’80%, per le Marche e il Piemonte.
Dal punto di vista territoriale si distingue la citta’ di Milano, che per entrambe i comparti esaminati presenta tutti i banchi in regola. La regione piu’ indisciplinata e’ invece la Calabria: nel caso dell’ortofrutta la percentuale di banchi in regola e’ nulla, mentre e’ pari al 5% per i prodotti ittici. Segue la Campania con una percentuale venditori che rispettano la normativa pari al 4% per l’ortofrutta e all’11% per il pesce.
Fonte: Mdc
17 Dicembre 2009 - 17:24