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Bond argentini, doppia vittoria di Confconsumatori

Risparmio e Assicurazioni

Il Tribunale di Cremona ha annullato un contratto d’acquisto di titoli argentini e ha condannato l’istituto di credito a rimborsare l’investimento, oltre agli interessi legali e alle spese di causa.
In tale sentenza Il Tribunale ha ravvisato la violazione dell’art. 30 del Tuf, perche’, sebbene il contratto fosse stato stipulato presso l’abitazione del risparmiatore ossia in un luogo diverso dalla sede legale della banca o di una sua dipendenza o filiale, allo stesso non era stato comunicato per iscritto che aveva termine di sette giorni per recedere dal contratto e liberarsi dagli impegni assunti.
Con la stessa sentenza il Tribunale chiamato a pronunciarsi su due casi di acquisti di titoli argentini con la stessa banca, nel secondo caso, ha ravvisato la violazione dei doveri d’informazione previsti al tempo dall’art. 21 d.lgs. n. 58/98 e dal Regolamento Consob n. 11522/98,sebbene fosse stato effettuato quando quei titoli non erano ancora considerati pericolosi (1998). Il contratto era stato, infatti concluso per telefono, ma non era stato predisposto dall’istituto alcuno strumento che consentisse un’esauriente informazione in merito alla natura dei bond che venivano alienati.
”E cosi’ dopo diverse sentenze, la giurisprudenza sembra finalmente essersi ormai orientata nell’affermare che la norma va intesa in senso ampio, in modo da ricomprendervi ogni forma d’investimento” ha commentato Giovanni Franchi, il legale Confconsumatori, che insieme all’avvocato Chiara Tommasetti, dell’associazione consumeristica cremonese Campo di Marte, ha difeso in giudizio gli investitori vittoriosi.

Fonte: Confconsumatori

14 Gennaio 2010 - 13:03