Equo compenso, i consumatori denunciano l’illegittimita’ del decreto Bondi
Comunicazione ed Informazione - Normative (Comunicazione ed Informazione)
Adiconsum, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento difesa del Cittadino, Unione nazionale consumatori bocciano senza appello il decreto Bondi sull’equo compenso, con il quale e’ stato esteso il prelievo da parte della Siae di una quota di prezzo - per destinarlo a remunerare gli autori per la copia privata - a tutti i dispositivi dotati di memoria (telefoni cellulari, hard disk, decoder, etc.). ”Tradotto, ne aumentera’ il relativo costo: di circa 4 euro per una semplice pen drive, anche di 30 euro per alcuni hard disk” sostengono le associazioni che aggiungono: ”Di questi tempi, a risentirne potrebbero essere i volumi di vendita, nonostante il governo, a parole, dichiara di voler sostenere la domanda”. ”In sostanza - spiegano le associazioni in una nota congiunta - quanto recentemente approvato a livello nazionale in tema di armonizzazione tra diritto d’autore e diritto del consumatore, risulta in palese contraddizione sia con la normativa comunitaria in tema di aiuti di Stato, sia sotto il profilo del diritto amministrativo nazionale, in quanto lesivo della riserva di legge in materia tributaria. A trarne vantaggio, unicamente le casse della Siae, che senza alcuno sforzo si vedono nella condizione di poter duplicare i propri introiti”. Le critiche delle associazioni dei consumatori si riferiscono anche al metodo con il quale si e’ giunto alla nuova disciplina, lamentando l’assenza di rappresentanti dei consumatori all’interno della Comitato permanente sul diritto d’autore cui e’ stato affidato il compito di rivedere la materia. Per queste ragioni i consumatori denunciano l’illegittimita’ del decreto Bondi, e plaudono alla decisione del commissario europeo alla concorrenza Joaqui’n Almunia, che ha annunciato di aver aperto un’indagine.
Fonte: redazione
6 Aprile 2010 - 15:39