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Semafori T-red, inchiesta chiusa: Adoc si costituisce parte civile e valuta class action

Giustizia

E’ stata chiusa l’inchiesta sui semafori T-Red installati in 35 Comuni di tutta Italia, conclusasi con una quindicina di comandanti della polizia locale e diversi sindaci indagati.
L’Adoc ha deciso di costutuirsi parte civile nel processo a tutela dei consumatori, e sta valutando, con la sede della Lombardia, la possibilita’ di avviare un’azione collettiva contro i comuni coinvolti.
Tutti i consumatori interessati possono rivolgersi alle sedi Adoc per valutare la possibilita’ di costituirsi parte civile al fine di recuperare il danno patrimoniale subito. “Chi non ha pagato la multa elevata dai semafori truccati non e’ tenuto a pagarla come non l’hanno pagata, in passato, il 70% dei cittadini che si sono rivolti all’Adoc per contestare le multe”, spiega il Presidente Adoc Carlo Pileri.
Il problema dei semafori oggetto di indagine e’ legato al tempo tecnicamente insufficiente lasciato a disposizione del conducente per liberare l’incrocio prima che la luce gialla diventi rossa (modificando i semafori il giallo durava solo 4 secondi).
In questo modo, spiega l’Adoc, e’ inevitabile che scatti la multa.
“Un utilizzo improprio - prosegue Pileri - di uno strumento destinato al contrario a migliorare il livello di sicurezza stradale per il cittadino. E invece il T-Red, ma anche gli autovelox, spesso sono stati utilizzati in modo non trasparente e non conforme alle loro finalita’. In molti casi anche per imporre nuove, e a volte assurde, tasse locali, con la sola utilita’ di rimpinguare le casse comunali”.

Fonte: Adoc

27 Aprile 2010 - 16:50