I primi 6 mesi di attivita’ dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF)
Risparmio e Assicurazioni - Credito e Finanza
Ben 1.052 ricorsi pervenuti, con un tasso di crescita mensile del 26,5%. Sono questi i numeri dei primi 6 mesi di attivita’ dell’Arbitro bancario finanziario presentati dalla Banca d’Italia in un incontro con le associazioni di categoria
L’Arbitro bancario finanziario e’ un sistema di risoluzione delle liti tra i clienti e le banche e gli altri intermediari finanziari e creditizi che abbiano ad oggetto operazioni e servizi bancari e finanziari entro il limite di 100.000 euro. E’ un sistema ”stragiudiziale” delle controversie in quanto rappresenta un’alternativa piu’ semplice, rapida ed economica del ricorso al giudice. L’Abf, infatti, e’ obbligato, per regolamento, a decidere in pochi mesi e il costo nella procedura e’ di 20 euro, in qualita’ di contributo per spese di segreteria, a prescindere dall’importo su cui verte il contenzioso.
Il consumatore puo’ rivolgersi all’Arbitro solo dopo aver tentato di risolvere il problema direttamente con la banca o l’intermediario, presentando a essi un reclamo. Inoltre, se non rimane soddisfatto neanche delle decisioni dell’Arbitro, puo’ comunque rivolgersi al giudice.
Le controversie pervenute dall’Abf nei suoi primi 6 mesi di attivita’ hanno riguardato prevalentemente il sistema bancario, che ha assorbito l’87% dei ricorsi; seguono, in ordine di importanza, le finanziarie iscritte nell’elenco di cui all’art. 107 del Decreto Legislativo del primo settembre 1993 n. 385 (7%) e Poste Italiane (4%). A meno dell’1% si attestano le controversie relative a societa’ finanziarie iscritte nell’elenco di cui all’art. 106 del menzionato Decreto.
La distribuzione dei ricorsi, invece, risulta essere concentrata in capo a un numero ristretto di gruppi bancari. L’oggetto dei ricorsi riguarda principalmente problematiche relative a conti correnti, mutui e credito al consumo, carte di pagamento e trasparenza.
La distribuzione territoriale per luogo di residenza del ricorrente evidenzia che il 44% circa proviene dall’Italia settentrionale, seguita dalle regioni centrali (34%). Il Sud, invece, contribuisce per poco piu’ di un quinto del totale (22%).
I dati del periodo considerato, inoltre, denotano risultati pienamente soddisfacenti dal punto di vista del rispetto delle scadenze previste dalla procedura: nessun ricorso infatti e’ stato deciso in ritardo e il tempo medio impiegato per arrivare a una decisione e’ stato pari a circa due terzi di quello massimo consentito.
Se si considerano sia i casi di accoglimento sia quelli nei quali i Collegi hanno dichiarato la cessazione della materia del contendere per intervenuto accordo tra le parti, risulta che in oltre il 60 per cento dei casi i ricorsi hanno avuto esito positivo per i clienti. Nel 30 per cento circa dei casi i Collegi hanno dato invece ragione all’intermediario; meno del 10% dei ricorsi sono stati respinti.
presentazione 29 aprile linked.ppt
10 Maggio 2010 - 15:25